In ricordo di Giovanni Ciraso

Società Medico Legale del Triveneto

In ricordo di Giovanni Ciraso

Caro Giovanni,

in questi giorni molti pensieri son giunti in Tuo ricordo. Sei stato il primo Presidente della Società Medico-Legale del Triveneto,  un esempio di educazione, umanità e professionalità e Noi tutti non possiamo che fare tesoro di ciò e continuare il percorso che Tu ci hai delineato.

Tra tutti i messaggi in Tuo ricordo, ritengo che quello  del Collega del corso di specializzazione e fraterno Amico, Rino Nicolai, racchiuda tutta l’essenza della Tua persona.

Non potrei aggiungere altro. Ti abbraccio a nome di tutti coloro che, come la sottoscritta, hanno avuto il privilegio di  incontrarTi e apprezzarTi sia come Uomo  che come Medico Legale.

Sarah Nalin

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Il 14 dicembre 1984 conseguivano la specializzazione in Medicina Legale e delle Assicurazioni quattro giovani (non giovinastri come qualche invidioso voleva appellarli…) medici vogliosi di ben figurare e farsi strada nella professione. Sarebbero diventati in breve “I 4 moschettieri “.

Diceva il prof. Introna che un’annata così proficua e fertile non l’aveva mai vista e diceva anche chissà quando ne vedremo un’altra uguale. Ma questo è un altro discorso.

Tra i 4 moschettieri ci si domandava chi fosse Aramis chi Athos chi D’Artagnan ma nessuno aveva dubbi su chi fosse Porthos. Forza, coraggio, indomita volontà, cultura, altruismo, capacità rara di metterci sempre la faccia a qualunque costo facevano di quel Leone che è stato Giovanni in vita il nostro ineguagliabile ed inimitabile Porthos.

Mille ricordi belli legati alla fraterna mai sopita e mai messa in pericolo amicizia affollano la mia mente. Massimo è mancato giovanissimo.

Giovanni ancor giovane fino a pochi mesi fa pieno di energia voglia di combattere necessità di progetti nuovi. Mi piace pensare che lassù in alto dove ora sono ci sorridono e ricordano ancora con piacere gli anni della giovinezza della maturazione e del successo che a loro non è certo mancato.

Un’altra pagina si è chiusa ma il libro resta aperto perché chi resta ha il dovere e il monito di rispettare e mantenere sempre vivo il ricordo e l’esempio dei Grandi che ci hanno anticipato nei Campi Elisi.

Rino  

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